pillole sulla fede

Non subire gli avvenimenti ma, in Dio, costruisci con loro

Mentre proseguiamo il cammino verso la Pasqua, cresce in tutto il mondo l’inquietudine di fronte alla diffusione del corona virus. Continuiamo la nostra vita di preghiera e di lavoro, “distanti da tutti ma uniti a tutti”. Siamo convinti che l’intercessione ci mantiene uniti con molte altre persone in tutto il mondo.

Al di là delle precauzioni e dei necessari cambiamenti di vita che la situazione richiede, questa crisi sanitaria, eccezionale quanto inattesa, ci interpella profondamente. Innanzitutto sentiamo in noi sofferenza e angoscia per le vittime, i malati, le loro famiglie e tutti coloro che sono gravemente colpiti dalle sue conseguenze economiche. Tutti vengono ricordati nella nostra preghiera.

Vogliamo anche esprimere gratitudine ed ammirazione per le donne e gli uomini impegnati con tutte le loro energie nella cura delle persone colpite e, in generale, nella riorganizzazione dei servizi pubblici. Ci sono tante testimonianze di generosità creativa, di solidarietà, di resistenza alla passività ed allo scoraggiamento.

E in questi difficili momenti, come non interrogarci: cosa si aspetta Cristo da noi? Il Risorto che raggiunge i discepoli sconfortati attraversando le porte chiuse, cosa ci offre, cosa ci chiede oggi? Nella difficoltà del momento, secondo le parole di frère Roger “non subire gli avvenimenti ma, in Dio, costruisci con loro”.

Guardare alle ferite del passato, attardarsi sugli insuccessi, paralizza ogni fibra dell’anima. Volgersi verso un nuovo inizio, e lo Spirito Santo compirà questo miracolo, egli libera, cancella, conduce ad amare.

Camminare seguendo Cristo ci porta a vivere la conversione, ad allontanarci dall’oscurità e rivolgerci verso la luce del Risorto. Giorno dopo giorno, non lasciamoci scoraggiare da paure, rabbia, rimpianti, confusione, dall’oscurità che spesso pretende di coprire tutto il mondo e monopolizzare la nostra attenzione… Restiamo invece uniti, nel più profondo dei nostri cuori, alla sorgente della pace che vive nonostante tutto.

Come dice san Paolo ai Romani: “Chi ci separerà dall’amore di Cristo? Forse la tribolazione, l’angoscia, la persecuzione, la fame, la nudità, il pericolo, la spada? (…) Io sono infatti persuaso che nulla potrà mai separarci dall’amore di Dio, che è in Cristo Gesù, nostro Signore” (Romani 8,35.38-39).

frère Alois di Taizé

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