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pillole sulla fede,  riflessioni

Diventare artigiani di unità – 1a riflessione

Accrescere l’unità, creare dei legami: ecco una delle più grandi sfide del nostro tempo. Il periodo attuale è infatti caratterizzato da evoluzioni contraddittorie.

Da un lato, l’umanità sta diventando sempre più consapevole di essere interconnessa e legata all’intera creazione. La pandemia ci ha fatto capire ancora una volta che siamo un’unica famiglia umana; sopportiamo certe difficoltà tutti insieme e solo insieme possiamo superarle.

D’altra parte, il mondo è sempre più polarizzato socialmente, politicamente ed eticamente; questo provoca nuove spaccature nelle società, tra paesi e persino all’interno delle famiglie. I cristiani non sono immuni da questi antagonismi. Tra le Chiese ed anche al loro interno, le differenze si induriscono e si trasformano in divisioni, proprio nel momento in cui la nostra testimonianza di pace, con tutta la nostra diversità, sarebbe vitale.

Prima proposta | Gioia nel ricevere

Tutti noi possiamo contribuire a un futuro di pace e di unità nella famiglia umana. Questo ha inizio dalle relazioni che costruiamo gli uni con gli altri. Abbiamo bisogno di prenderci cura gli uni degli altri, nelle nostre famiglie, con i nostri parenti e amici, soprattutto nei momenti di prova.

L’unità della famiglia umana cresce ogni volta che ci apriamo a coloro che provengono da ambienti diversi dal nostro. Potremo rivolgerci maggiormente verso gli altri, compresi quelli ai quali non ci avvicineremmo spontaneamente? Spesso saremo sorpresi di ricevere da loro ciò che non avremmo mai potuto immaginare.

Se non ci lasciamo paralizzare dalle nostre esitazioni o paure, vivremo la gioia di ricevere. È nella relazione con gli altri che troviamo la nostra identità e questo può anche aiutarci ad uscire dai momenti di tristezza interiore e dare un senso alla nostra esistenza.

In una delle parabole raccontate da Gesù, una persona ferita viene aiutata da uno sconosciuto di passaggio. Così facendo, quell’uomo si assume il rischio di andare al là delle barriere etniche, politiche e religiose. Quel gesto spontaneo con cui quell’uomo si fa prossimo del ferito, non avrà dato senso alla sua vita quel giorno? Ancora oggi ricordiamo il “buon samaritano”e ci ispiriamo a lui. (Lc 10,29-37).

“Una delle nostre espressioni è Ubuntu – l’essenza dell’essere umano. Ubuntu in particolare parla del fatto che non si può esistere come esseri umani isolati. Ubuntu parla della nostra interdipendenza. Non possiamo essere persone umane da soli. Troppo spesso ci vediamo come semplici individui, separati gli uni dagli altri, poiché siamo connessi e ciò che facciamo influenza il mondo intero.” Arcivescovo anglicano emerito Desmond Tutu, una figura di lotta contro l’apartheid e per la riconciliazione in Sud

Lettera di Taizé 2022

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