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pillole sulla fede,  riflessioni

Diventare artigiani di unità – 3a riflessione

Accrescere l’unità, creare dei legami: ecco una delle più grandi sfide del nostro tempo. Il periodo attuale è infatti caratterizzato da evoluzioni contraddittorie.

Da un lato, l’umanità sta diventando sempre più consapevole di essere interconnessa e legata all’intera creazione. La pandemia ci ha fatto capire ancora una volta che siamo un’unica famiglia umana; sopportiamo certe difficoltà tutti insieme e solo insieme possiamo superarle.

D’altra parte, il mondo è sempre più polarizzato socialmente, politicamente ed eticamente; questo provoca nuove spaccature nelle società, tra paesi e persino all’interno delle famiglie. I cristiani non sono immuni da questi antagonismi. Tra le Chiese ed anche al loro interno, le differenze si induriscono e si trasformano in divisioni, proprio nel momento in cui la nostra testimonianza di pace, con tutta la nostra diversità, sarebbe vitale.

Terza proposta | Siamo tutti fratelli e sorelle

La crescita dell’unità implica il rifiuto delle disuguaglianze sociali. Alcune polarizzazioni hanno la loro origine nell’esclusione sofferta o sentita da tante persone o addirittura da interi popoli.

Con i cristiani di tutte le Chiese, con i credenti di diverse religioni, con le donne e gli uomini di buona volontà che non credono in Dio, possiamo essere solidali con le persone in situazioni precarie, con gli esclusi, con i migranti i cui percorsi di vita sono spesso segnati da grandi sofferenze.

Vivere come fratelli e sorelle inizia dalla nostra porta di casa. Andiamo oltre le segregazioni, creiamo amicizia. E vedremo i nostri cuori diventare più aperti, più ampi, più umani. Siamo consapevoli fino a che punto il nostro modo di vivere personale può avere un impatto anche dall’altra parte del mondo?

Per i credenti, vivere da fratelli e sorelle è qualcosa inseparabile dalla fede. Gesù ha detto: “Tutto quello che avete fatto ad uno di questi miei piccoli fratelli, l’avete fatto a me” (Matteo 25:40). Venendo nel mondo, Gesù si è unito ad ogni essere umano. Ci avviciniamo a lui quando andiamo verso coloro che sono stati feriti dalla vita; essi ci permettono di entrare in una relazione più profonda con lui.

“La sfida più grande in questo momento è come realizzare una rivoluzione del cuore, una rivoluzione che deve iniziare con ognuno di noi. Quando cominciamo ad occupare i posti più bassi, a lavare i piedi agli altri, ad amare i nostri fratelli e sorelle con questo amore ardente, questa passione che ha portato alla croce, allora possiamo davvero dire: ’Adesso ho iniziato’. ” – Dorothy Day, giornalista americana, impegnata nella lotta per i diritti umani, 1963”

Lettera di Taizé 2022

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