unità
pillole sulla fede,  riflessioni

Diventare artigiani di unità – 6a riflessione

Accrescere l’unità, creare dei legami: ecco una delle più grandi sfide del nostro tempo. Il periodo attuale è infatti caratterizzato da evoluzioni contraddittorie.

Da un lato, l’umanità sta diventando sempre più consapevole di essere interconnessa e legata all’intera creazione. La pandemia ci ha fatto capire ancora una volta che siamo un’unica famiglia umana; sopportiamo certe difficoltà tutti insieme e solo insieme possiamo superarle.

D’altra parte, il mondo è sempre più polarizzato socialmente, politicamente ed eticamente; questo provoca nuove spaccature nelle società, tra paesi e persino all’interno delle famiglie. I cristiani non sono immuni da questi antagonismi. Tra le Chiese ed anche al loro interno, le differenze si induriscono e si trasformano in divisioni, proprio nel momento in cui la nostra testimonianza di pace, con tutta la nostra diversità, sarebbe vitale.

Sesta proposta | Lasciare che Dio unifichi i nostri cuori

La crescita dell’unità richiede un impegno di tutto il nostro essere ed inizia nel nostro stesso cuore. Con le parole di un antico salmo, la nostra preghiera sale a Dio: “Tieni unito il mio cuore perché tema il tuo nome”. (Sal 86,11)

Per dirigersi verso un’unità interiore, non è forse necessario mettere ordine nei nostri desideri, accettando che non possiamo fare o sperimentare tutto? Se davanti a noi ci sono molte possibilità, cerchiamo di discernere quali conducono di più alla pace, alla luce e alla felicità.

C’è in noi una sete profonda di comunione e di unità: essa viene da Dio e nella preghiera possiamo esprimerla. Anche con pochissime parole, stare in silenzio a tu per tu con Dio ci aiuta a cercare il senso della vita, e rinnova la nostra disponibilità a lasciare che lo Spirito Santo operi in noi.

Per ritrovare l’unità del cuore, una strada è sempre possibile: volgere lo sguardo a Cristo Gesù, imparare a conoscerlo di più, affidare a lui le nostre gioie e le nostre fatiche. Anche in mezzo alle difficoltà, anche con pochissime certezze riguardo al futuro, possiamo continuare il nostro cammino passo dopo passo, confidando che, attraverso lo Spirito Santo, Cristo risorto è sempre con noi.

“Fare silenzio è ascoltare Dio; è rimuovere tutto ciò che ci impedisce di sentire o ascoltare Dio; è ascoltare Dio dovunque esprima la sua volontà, nella preghiera ed anche al di fuori della preghiera propriamente detta. Abbiamo bisogno del silenzio per fare la volontà di Dio, un silenzio prolungato da quest’altra disposizione di noi stessi che spesso dimentichiamo… o che disprezziamo per ignoranza: il raccoglimento. Dobbiamo “raccogliere” le tracce, gli indizi, gli inviti, gli ordini della volontà di Dio, come il contadino raccoglie il suo raccolto nella stalla, come lo scienziato raccoglie il frutto di un’esperienza. ” – Madeleine Delbrêl, scrittrice e assistente sociale francese, 1968

Lettera di Taizé 2022

Please follow and like us: